Un pane semintegrale semplice e… morbido!

Il primo pane di pasta madre che ho assaggiato era integrale: scuro, profumato e saporito, una delizia quando lo affettavo ancora tiepido. L’ho comprato per anni da un conoscente che frequentava le montagne qui intorno (eh sì, abito in un luogo bellissimo!), dove prendeva l’acqua per il lievito: un pane lavorato a mano, con pazienza e passione, scegliendo gli ingredienti migliori e mettendoci tanta energia positiva. Aveva un unico difetto: dopo qualche giorno era duro come il marmo e finiva per lo più in crostini per la zuppa.

Adesso che lo impasto io, con le mie mani e utilizzando le farine appena macinate e un goccio di miele di castagno dell’apicoltore di famiglia, mangio un pane semintegrale più morbido e che si mantiene tale per giorni. Merito della lievitazione lenta, anzi, lentissima, e del giusto grado di idratazione dell’impasto.

Pane semintegrale morbido

PANE SEMPLICE CON FARINA SEMINTEGRALE MACINATA A PIETRA

200 gr di pasta madre rinfrescata

400 gr di acqua

1 cucchiaino di miele di castagno

3 cucchiai di olio extra vergine di oliva

580 gr di farina tipo 2 (semintegrale)

1 cucchiaino di sale fino

In una ciotola capiente sciogliete nell’acqua la pasta madre già rinfrescata, rigirando con un cucchiaio fino a ottenere un liquido lattiginoso e il più possibile privo di grumi. Aggiungete il miele e di seguito l’olio, continuando a mescolare. Unite poco alla volta la farina; quando l’impasto comincerà a essere troppo denso, rovesciatelo sulla spianatoia e continuate a lavorarlo a mano. Aggiungete il sale e incorporatelo lavorando piano, fino a ottenere una consistenza morbida e omogenea. Formate una palla e lasciatela riposare per circa un’ora, coperta da un panno.

Riprendete la lavorazione stendendo il panetto con delicatezza e procedete con le pieghe di rinforzo per un paio di volte. Infine date forma all’impasto e riponetelo, in un canovaccio ben infarinato, dentro a una ciotola. Lasciatelo per un’ora a temperatura ambiente e poi trasferitelo in frigo, chiudendo la ciotola con un coperchio.

Il giorno successivo estraetelo dal frigo e dopo circa un’ora procedete con la cottura: forno statico a circa 230° per quindici minuti, quindi abbassate la temperatura a circa 200° e proseguite per altri venti minuti o più (i tempi dipendono dal vostro forno). Per verificare se è pronto basta rovesciare la pagnotta e bussare sul fondo: se suona vuota è al punto giusto. Fatela raffreddare fuori dal forno, appoggiata in posizione verticale, affinché venga eliminata tutta l’umidità.

Con questa ricetta riesco a fare il mio pane ideale!

Se la provate, mi fate sapere se ne siete soddisfatti?

Nell’attesa, io me ne andrò a fare una camminata di prima mattina in montagna, per raccogliere la rugiada e godermi l’aria tersa di questi giorni d’azzurro!

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Patrizia

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